I “tricks” sono i comportamenti che possiamo insegnare a un cane che, almeno in apparenza, non servono ad altro che a divertirci insieme.
Si tratta di comportamenti più o meno complessi, insegnati in sessioni di apprendimento basate sul rinforzo positivo, sulla capacità del cane di riconoscere un comportamento e ripeterlo per ottenere qualcosa che gli piace.
Sono tricks:
- dare la zampa
- fare il morto (il cane è sdraiato su un fianco e rimane immobile)
- fare “l’orsetto” (il cane è seduto e solleva le zampe anteriori da terra)
- fare lo slalom tra le gambe
- girare intorno a un oggetto
- aprire una porta tirando una corda
- portare un oggetto dentro a una cesta
- girare su se stesso in senso orario o antiorario
- tenere una zampa sollevata mentre cammina (“zoppicare”)
- spingere con il muso
- strisciare
E tantissimi altri, comprese catene e sequenze complesse.
I tricks vengono insegnati per motivi differenti. Sono comuni nell’addestramento dei cani e degli animali per la pubblicità o il cinema (in un libro l’addestratrice di Rex spiega tutti i trucchi che gli sono stati insegnati per la serie televisiva).
Sono utilizzati per sviluppare le competenze mentali, emotive e fisiche del cane.
Molti tricks richiedono al cane abilità fisiche che altrimenti è difficile sviluppare, non diversamente dagli esercizi richiesti per la danza o lo sport nell’uomo. Sviluppano consapevolezza del corpo, equilibrio, coordinazione, cinestesia, propriocezione, elasticità e tonicità. Negli ultimi anni si sono diffusi i “balance tricks”, giochi basati proprio sullo sviluppo di queste competenze. I balance tricks sono molto utili per i cani sportivi, ma in generale aiutano e tutelano qualunque cane, evidenziando rigidità, tensioni, resistenze e persino problemi fisici.
L’aspetto fantastico dei tricks è che non servono per controllare il cane, non caricano di aspettative il cane (il cane non DEVE fare un orsetto.. o almeno si spera), e non caricano di aspettative il proprietario, che non sente una urgenza o una necessità nel raggiungere il risultato finale.
Il proprietario impara a insegnare, e il cane impara a imparare, il tutto divertendosi insieme.
Forse proprio per l’aspetto ludico, il mancato uso di questi comportamenti per controllare e dominare il cane, molti li ritengono dei giochini da circo, inutili e persino svilenti per il cane. Ma, il reale problema è in genere che chi li giudica non solo non ha mai provato a insegnarli, ma spesso neppure saprebbe da dove cominciare. Perché i tricks si insegnano con il divertimento, con un elemento motivante, ma richiedono capacità tecnica, una reale conoscenza dei principi dell’apprendimento e delle capacità motorie e percettive del cane.
I tricks generalizzano la capacità del cane di imparare, a nuovi movimenti, l’interazione con oggetti, l’uso dello spazio e degli spazi sociali, richiedono fantasia, cura dei dettagli, applicazione. Non si possono insegnare tricks se non si hanno delle solide basi nella tecnica, nella relazione e nella capacità di lettura del cane.
Chi considera l’apprendimento del cane solo in base all’uso che si può fare dei comportamenti insegnati, in termini di controllo, difficilmente può capire che l’apprendimento può essere utile al cane. Non a noi, ma al cane. Chi usa metodi coercitivi difficilmente può capire che un cane può divertirsi, nell’apprendimento. Non è un lavoro, è un gioco. Non deve servire a noi, ma può comunque produrre risultati positivi per il cane e nella relazione.
L’apprendimento di comportamenti ludici può essere una straordinaria porta per entrare nel mondo di un cane in difficoltà nella relazione con le persone.
Il cane impara che può modificare l’ambiente in cui si trova attraverso il proprio comportamento, può ottenere qualcosa che gli piace in modo attivo. Può avere controllo sugli eventi, proponendo un comportamento che ha successo. L’apprendimento sviluppa autostima. L’apprendimento si basa sulla comunicazione: io ho quello che tu vuoi, e te lo darò se mi ascolti, se ascolti le informazioni che ti do per arrivare al successo. Sviluppa ascolto, attenzione, e fiducia nelle informazioni ricevute. La comunicazione non è meccanica, l’apprendimento è un contesto in cui l’animale esprime le proprie emozioni, la propria personalità.
Durante una sessione di apprendimento, il cane esprime tutto il range delle proprie emozioni, compreso lo stress, la frustrazione, la rabbia, la rinuncia, così come la sorpresa, la gioia, l’eccitazione. Chi lavora per il cane, deve mettersi in ascolto, non basta rinforzare il comportamento, senza sintonia, senza la capacità di ascolto e di sentire il cane, si rischia di perdere uno degli elementi più rilevanti di questa esperienza.
L’apprendimento di tricks è stato usato anche nella preparazione di cani da assistenza.
Raccogliere un oggetto, aprire una porta, spingere con il muso, toccare con le zampe, sono tricks, ma sono anche comportamenti insegnati ai cani da assistenza. Saper insegnare dei trick significa avere le competenze per insegnare comportamenti che da ludici possono diventare utili per l’uomo. La competenza è la stessa, i comportamenti sono gli stessi. Anche se per noi l’assistenza a un disabile nobilita quei comportamenti appresi, nella percezione del cane l’apprendimento non cambia. Impara ad aprire una porta tirando una corda sia che stia giocando ai tricks sia che stia formando le abilità richieste in un successivo impiego come cane da assistenza. Il cane non ha idea di cosa sta imparando e perché. Quello che cambia, è come lo sta imparando. Se si diverte, ha successo, è tutelato, l’esperienza sarà comunque sempre positiva.
9 Aprile 2015
Testo e video di Alexa Capra
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