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Il comportamento dei cani è fortemente influenzato da noi: dalla nostra personalità, i nostri stati emotivi, dalle nostre intenzioni e motivazioni profonde, dai nostri gesti e dai nostri movimenti.
51 VIDEO - 177 FOTOGRAFIE e 110 cartelle di testo
I cani ci guardano.
E’ sbagliato guardare i cani negli occhi? Come si avvicina un cane sconosciuto? A cosa serve comunicare con il cane quando è al guinzaglio? Cos’è la sintonizzazione affettiva? 

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"Quello che diciamo ai cani" è la prima guida in assoluto dedicata a questo argomento: la comunicazione dall'uomo al cane.
Un argomento fino ad oggi sottovalutato ma di  fondamentale importanza per la relazione tra uomo e cane, in ogni ambito, compresa la soluzione dei problemi di convivenza e dei problemi comportamentali del cane.
Un testo esteso e approfondito, arricchito da immagini e filmati video.

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Dopo aver dedicato anni allo studio della comunicazione sociale del cane, la mia attenzione si è spostata sulle persone.
Ho cominciato a osservare come il comportamento dei proprietari influenzano lo stato emotivo e le scelte del cane. Ho cominciato a dare indicazioni ai proprietari su come comportarsi nella gestione del cane al guinzaglio, durante le classi di socializzazione e comunicazione e nel recupero dei cani con problemi comportamentali.
Da questa esperienza è nato il primo seminario sulla comunicazione uomo-cane, seminario ripetuto altre due volte con straordinario successo (60 persone a Parma, 130 a Varsavia, 120 a Firenze). E’ da questa esperienza che nasce quest'opera.

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Autori:
Alexa Capra: ricerca bibliografica, ricerca scientifica, realizzazione dei video.
Daniele Robotti: fotografie, editing.

Il punto di partenza non è il nostro comportamento, ma ciò che siamo e ciò che sappiamo di noi stessi, la nostra capacità di entrare in contatto con le nostre emozioni e quelle del cane, l’empatia e la sintonia. La comunicazione per me si divide in superficiale (o “estetica”) e profonda. La comunicazione superficiale è l’azione volta a comunicare una intenzione (parlare a un cane per dimostrargli amicizia), la comunicazione profonda è ciò che siamo e proviamo realmente (provare un sentimento di amicizia verso il cane).

Il primo capitolo spiega come la comunicazione superficiale sia inefficace e possa addirittura essere dannosa se incoerente con la comunicazione profonda.

Il secondo capitolo è dedicato agli strumenti che usiamo per comunicare: gli occhi, il viso, le mani, il corpo.

Il terzo capitolo è la porta che si apre sull’applicazione pratica della comunicazione consapevole tra uomo e cane: un approccio pratico per raggiungere l’armonia con il cane quanto è al guinzaglio.

Il quarto capitolo analizza la comunicazione uomo-cane nelle diverse categorie comportamentali: i comportamenti per dimostrare amicizia, i comportamenti di imposizione, di aggressività, di paura, stress e de-escalation. La comunicazione può essere spontanea, inconscia, o intenzionali. Questo capitolo è dedicato a sviluppare una comunicazione consapevole ed efficace, fondamentale per costruire una relazione priva di conflitti e di contrasti.

L’ultimo capitolo è dedicato alla comunicazione durante l’apprendimento. Insegnare è comunicare, ma se storicamente si tratta di una comunicazione di tipo imperativo (dare comandi), l’apprendimento moderno sviluppa piuttosto le capacità emotive, mentali, fisiche e sociali del cane attraverso una piena consapevolezza dei processi cognitivi e dell’influenza dei complessi e meravigliosi elementi dell’interazione sociale.

Per qualche motivo, nella nostra vita con i cani, una serie di schemi, di muri, di regole ha inibito la naturale comunicazione sociale. Guardiamo i cani per osservare se si comportano bene o si comportano male, guardiamo i cani per controllare il loro comportamento.
Guardiamo i cani perché ci piacciono. Non guardiamo i cani per comunicare con loro.
Io ho cominciato a guardare come i cani comunicano tra di loro. Poi ho spostato l’attenzione su come i proprietari comunicano con i cani.

Ad esempio un aspetto interessante è il lavoarre con i cani aggressivi, dove hai davanti un cane che potrebbe morderti, e riuscire a non farsi mordere, usando la comunicazione. Ho usato la mia esperienza diretta e la conoscenza che stavo sviluppando nell’etogramma per cominciare a dare istruzioni ai proprietari. Guarda il cane. Guarda il cane in senso comunicativo. Guarda il cane in senso comunicativo trasmettendogli informazioni sul tuo stato emotivo.

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