I cani non tirano al guinzaglio. Tirare non è un comportamento, è la conseguenza di un comportamento.
Pensiamo "sta tirando", perché sentiamo la tensione del guinzaglio sulla nostra mano: il cane sta andando verso qualcosa o qualcuno, o via da qualcosa o da qualcuno (proprietario incluso). I cani non imparano a "non tirare al guinzaglio". Imparano a avere paura delle conseguenze, o imparano a usare lo spazio concesso e stare bene in quello spazio, insieme a noi. Un cane che non ha paura delle conseguenze, può comunque tirare al guinzaglio.
Se il cane non è totalmente inibito, o molto sensibile, può sempre capitare che non ci segua o che tiri al guinzaglio. Questo perché quando sono al guinzaglio i cani non smettono di vedere, sentire, percepire odori, e di reagire a tutti gli stimoli che incontrano. Un cane può sentire un odore e volersi fermare a annusare. Un cane maschio può essere stressato da un altro cane e avere bisogno di andare a marcare con l'urina. Un cane può avere paura di qualcosa, e cercare di allontanarsi. I cani sono vivi, anche quando sono al guinzaglio.
lo insegno ai proprietari quella che chiamo Camminata Consapevole, e il mio obiettivo è sviluppare la comunicazione e la connessione tra cane e umano quando sono legati da un guinzaglio.

Uno degli elementi che insegno, è il consenso. Il cane tira in una direzione in cui non volete andare. Il cane si ferma e rifiuta di proseguire. Il cane fissa un gatto e si comporta come se il proprietario non esistesse. La tentazione di tirare - o strattonare - è forte. Tirare e strattonare sono zero comunicazione. Se aveste attaccato un sacco di patate, sarebbe uguale.
Il consenso è usare comunicazione, e dare al cane il tempo di capire l'informazione e di scegliere di collaborare.
Non è niente di difficile: restate fermi, senza orientarvi verso il cane e senza irrigidirvi con rabbia e frustrazione. Bloccate il guinzaglio, comportatevi come un palo. Non fatevi trascinare, non date strattoni, non trascinate. Aspettate.
Quando non sentite tensione, provate a partire. Se il cane vi segue, potete anche dirgli che è stato bravo. In realtà il "bravo" serve più che altro a fare in modo che non vi portiate dietro emozioni negative dopo l'episodio.
Pensate a quell'attesa come al dare al cane il tempo di capire quello che state comunicando ("no, non andiamo in quella direzione"), e il tempo di scegliere di collaborare e uscire dal conflitto. Cercate di capire se il cane in quel momento sta tirando perché ha bisogno di fare qualcosa, e siate pronti a cambiare strategia e seguirlo.
La camminata la guinzaglio dovrebbe essere qualcosa che ci unisce, non uno sgradevole esercizio di dominio e di controllo.
Seguire il cane non toglierà niente alla vostra relazione, anzi, vi farà scoprire quanto sia bello condividere.

Alexa Capra, 26 aprile 2021
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