Di recente ho letto un commento pubblicato su uno degli Etogrammi, il cui l’autore scrive che nei video non viene spiegato cosa succede prima e dopo il comportamento descritto, e non è quindi possibile capire l’interazione. L’autore del commento scrive che l’etogramma non è più di una raccolta di definizioni e di video, come si può trovare liberamente su internet.
Nel video c’è un frammento di una interazione tra due cani familiari, Kobi e Easy, dogo argentino. Kobi esibisce carica e salto in avanti a zampe divaricate con display a bocca aperta, Easy inchino e scarto laterale, Kobi travolge Easy. Easy scarta, esibisce salto in avanti a zampe divaricate, Kobi salto in avanti a zampe divaricate con morso inibito alla zampa, Easy scarta e esibisce presa inibita alla testa, Kobi travolge con presa inibita sulla zampa, Kobi travolge, esibisce abbraccio con display a bocca aperta, Easy cade a terra.
Io ho impiegato anni a filmare i cani, e mesi a scegliere video in cui fossero visibili i comportamenti descritti. Li ho selezionati, e commentati, descrivendo i comportamenti che si possono osservare. Prima di arrivare a questa fase, ho raccolto tutti gli etogrammi pubblicati, sul cane e sul lupo, e ho riunito in un’unica opera tutti i comportamenti sociali del cane conosciuti e descritti in ambito scientifico. Non so davvero se si può trovare liberamente tutto questo in internet, però su un elemento l’autore ha ragione: ho scelto, intenzionalmente, di non spiegare l’interazione.
La scelta di non spiegare le interazioni, e neppure cosa è successo prima e dopo, nasce dal desiderio di ridurre il più possibile l’interpretazione soggettiva di quello che i cani fanno - e dicono.
Per poter spiegare l’interazione, avrei dovuto pubblicare filmati che comprendevano tutte le interazioni tra i cani. E non sarebbe comunque bastato. Avrei dovuto pubblicare le interazioni precedenti degli stessi cani, e di quei cani con altri cani, o con i proprietari. Il comportamento di un individuo non si può spiegare unicamente in termini di qui e adesso, ignorando l’effetto di elementi come la personalità, le esperienze, le relazioni, lo stato fisiologico... Se anche avessi pubblicato ogni filmato a mia disposizione, comunque la spiegazione si sarebbe basata sulla mia conoscenza, e sulla mia interpretazione dei fatti. Il mio obiettivo, con l’etogramma, è sicuramente un altro: uno strumento che permette a chiunque di vedere e di capire i cani. Ed è qualcosa di molto diverso dall’opinione espressa da un esperto (reale o presunto).
In questo video ho raccolto gli elementi dell’intera osservazione dei due cani. Nel video si vede Kobi entrare in contatto con il gruppo di persone, esibire saluto (greeting), Easy (pettorina rosa), si avvicina a Kobi, esibisce lo stare sopra (ride up), quindi la monta. Kobi e Easy sono sulla riva del lago, Kobi si allontana, e Easy lo insegue afferrandogli la coda, colpendolo con le zampe, e lo travolge. Kobi si allontana correndo, e si rialza da terra caricando, con display a bocca aperta, cenno di travolgere, si allontana, e Easy lo insegue e lo afferra al collo. Kobi reagisce con piega agonistica, e accennando a travolgere, con salto in alto e in avanti a zampe divaricate. Segue il frammento iniziale, usato per illustrare “travolgere”. Questa è ancora solo la descrizione delle interazioni tra i due cani, non comprende alcuna analisi, ma è sulla base di questi elementi che io ho basato la mia valutazione, l’ipotesi sulle interazioni tra i due cani, la loro personalità, il loro stato emotivo e le loro motivazioni. L’etogramma è lo strumento che ci permette di vedere questi elementi, e di usarli per capire le dinamiche di relazione, la personalità dei cani, il loro stato emotivo e le loro motivazioni. Un filmato più lungo ci aiuta a capire meglio i cani, ma è la capacità di riconoscere i comportamenti e il loro significato che ci fornisce la chiave di lettura. Minuti o ore di filmati non ci daranno la soluzione al problema “capire” se prima non impariamo a “vedere”.
La conoscenza di un individuo ci aiuta a capire chi è, come si sente, le sue motivazioni e i comportamenti esibiti in determinati contesti. Se io e una amica stiamo camminando, e l’amica guarda lo schermo del suo cellulare, io posso interpretare il suo comportamento come il desiderio di ricevere un messaggio da parte di qualcuno. Se lo vedo fare a un estraneo, non ho gli elementi necessari per capire veramente il comportamento. La conoscenza comune condivisa è la chiave dell’interpretazione.
L’etogramma è la strada inversa. Si parte dai comportamenti, per capire l’individuo.
Il principio dell’etogramma è la non conoscenza.
La mia prospettiva nel guardare un cane è quella di una persona che non sa niente, e che solo attraverso l’osservazione e l’analisi è in grado di ricavare degli elementi di conoscenza e di comprensione. In genere non chiedo informazioni sul cane al proprietario, proprio perché preferisco che sia il cane a “parlare”, a dirmi la sua versione del mondo.
Chi entra nel mondo degli etogrammi, deve avere la pazienza e la serenità di dire “non so niente, e voglio imparare a vedere”.
Riuscire a “leggere” un cane non è affatto semplice. Non è una capacità che si può acquisire in pochi giorni, settimane e persino mesi. Nella mia esperienza, richiede anni di studio e di applicazione. La buona notizia è che chiunque può imparare, e il punto di partenza, almeno per me lo è stato, è riuscire a vedere e dare un nome ai comportamenti, assegnarli a una categoria, e ricostruire tessera dopo tessera il meraviglioso mondo del cane che abbiamo davanti. Il vantaggio, e non è poco, è che i cani non mentono. Tutto quello che vediamo, è reale. Sta a noi aprire gli occhi e la mente, e cominciare a vedere.
A cosa serve l’Etogramma
A imparare gli elementi (espressioni, posture, azioni) della comunicazione sociale dei cani, a mettere in relazione questi elementi con le categorie comportamentali (comportamenti per il contatto sociale, agonistici, impositivi, di stress, paura e de-escalation), acquisire informazioni sul cane, conoscere e capire il cane.
Come si usa l’Etogramma
I comportamenti descritti sono come le parole di una lingua straniera. Più è alto il numero di parole conosciute, maggiori sono le probabilità di riuscire a capire un dialogo. All’inizio è normale riuscire a riconoscere un numero limitato di comportamenti, ma nel tempo la capacità di osservazione migliora, e si acquisisce più sicurezza e velocità di analisi.
La serie "Etogramma"
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6 Novembre 2014
Testo e video di Alexa Capra
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