Saldi. Decidiamo di andare a caccia di saldi, in un outlet. Arriviamo 10 minuti prima dell’apertura, e ancora non c’è il delirio. Camminiamo, e le stradine si affollano. Gente, gente ovunque. E cani.
Sposto la mia attenzione dalle vetrine e dai vestiti ai cani. Decine di cani. Come può venire in mente a un proprietario di portare il proprio cane in mezzo a quella bolgia? Saranno cani di città, mi dico, abituati a camminare nel casino.
Li guardo. La buona notizia è che vedo in tutta la giornata un solo collare a strangolo. Collari, pettorine, pettorine orrende (ascellari, quelle che io chiamo “a mutanda”), cappottini, borse porta-cane, persino un trolley e un passeggino.
Una piccola percentuale sembra a proprio agio, tutti gli altri hanno occhi preoccupati, tirano al guinzaglio, in fuga verso chissà dove, o aspettano ansiosi fuori dalla porta e fuori dai bagni, mentre metà del gruppo familiare è impegnato altrove. Si incrociano, si fiutano a volte si incontrano. Più spesso si scontrano. Abbaiano, si impennano, vengono trascinati oltre.
Un lagotto, molti jack russel, due bassotti a pelo liscio, una a pelo duro, meticci, spitz di pomerania, pastore tedesco cucciolo, pastore tedesco a pelo lungo, femmina. Schauzer medio pepe-sale, ben tre tutti insieme. Cocker fulvi, neri, uno anziano con i sintomi della leishmania. Barbone nano. Collie rough, una femmina rassegnata e un maschio che odia i carlini. Un carlino. Bouledogue francese. Passano, li guardo. Li fotografo, facendo attenzione a non riprendere i volti dei proprietari.
Non guardo i proprietari, vedo solo i cani, collare-pettorina-cappottino, e poi il guinzaglio. Tenuto stretto, corto, usato per spostare il cane come se fosse un sacco di patate a traino. Cani ignorati, raramente trattati con gentilezza.
Un ragazzo colpisce una staffy, che non sta facendo niente. Forse è irritato con lei perché il resto del tempo tira pagaiando con le zampe a terra, come se dovesse trainare chi è attaccato dietro. Fisso il ragazzo, che non alza lo sguardo. Un meticcio trotterella felice, importunando ogni femmina che incontra. Lui si, è un cane di città. Gli altri sono zombie, alieni precipitati in un universo ostile di piedi e gambe, borse e passeggini, tenuti prigionieri da un guinzaglio che li soffoca e li trascina verso l’ignoto. A volte in fuga, più spesso rassegnati. Mai felici.
10 regole per passeggiare con il cane in città
1. Persino per un cane di città, una folla di persone può essere troppo. Non è bello lasciare il cane a casa, ma a volte il cane preferirebbe aspettare qualche ora, e fare una passeggiata dedicata solo ai suoi bisogni. E con bisogni non intendo cacca e pipì.
2. Controllate la lunghezza del guinzaglio. Il guinzaglio può essere tenuto più corto per aiutare il cane a superare punti difficili, ma dovrebbe tornare alla lunghezza standard (1 metro e 20 circa), non appena possibile.
3. Non usate il guinzaglio per tirare il cane verso di voi, per costringerlo a seguirvi, o peggio ancora per sollevarlo da terra (neppure se ha la pettorina).
4. Se vedete un altro cane, non costringeteli a incontrarsi, e se il vostro cane è preoccupato, accorciate il guinzaglio, spostatelo gentilmente sul lato opposto o allargate la traiettoria. Incontrare cani al guinzaglio può causare ansia, e rendere la passeggiata nella folla ancora più stressante.
5. Non ignorate il cane: guardatelo spesso, cercate di capire come si sente, se ha bisogno di attenzione e di una pausa. Fermatevi, abbassatevi o sedetevi, e fategli le coccole.
6. Se vi dividete, uno fuori con il cane, l’altro nel negozio, quando vi riunite dedicate qualche secondo a dire al cane che anche voi siete felici di rivederlo. Ai cani, come a noi, piace avere conferme sulla relazione, dopo una separazione (anche breve).
7. In inverno un cappottino può aiutare cani a pelo raso, cani anziani o di piccola taglia. Ma in una giornata con 12 gradi, un cappottino di pile può essere un accessorio che fa felici noi ben più del cane, se non proprio una tortura. Se il cane cammina, si riscalda. I cani fanno molta più fatica a disperdere calore, che a accumularlo.
8. Usate una pettorina a H, con aggancio sulla schiena, e evitate le pettorine con fettucce che passano dietro ai gomiti. Non sono affatto comode, per il cane. Usate un collare (fisso, mai a strangolo), solo se siete sufficientemente sensibili nel tenere il guinzaglio in mano.
9. Non portate nella folla un cane che è preoccupato o spaventato dalle persone. In mezzo a tante persone un cane può non reagire, perché dover affrontare una folla blocca ogni reazione. Ma quel cane si sentirà ignorato e tradito dalla stessa persona che dovrebbe tutelarlo.
10. Un cane può vivere serenamente la presenza di molte persone senza per questo aver voglia di essere toccato da estranei. Un cane non è un oggetto, non è un giocattolo, non è a disposizione di chi vuole toccarlo. Tutelate il vostro cane, il suo benessere dipende solo da voi.
12 Gennaio 2015
Testo e foto Alexa Capra
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