In uno studio di qualche anno fa, veniva valutata la reazione dei passanti a un cane con museruola. La gente guardava di più, e più a lungo, il cane che indossava la museruola. Tendeva anche a allontanarsi dal cane, e manifestare altri comportamenti di allarme, evitamento e persino paura.
Un cane con la museruola in teoria non è pericoloso, allora perché averne paura?
La risposta è molto semplice: la paura è un potente strumento di sopravvivenza, che guida le scelte di ogni individuo, e la museruola è associata all’intenzione a aggredire. Se un cane indossa una museruola, è per impedirgli di mordere. Quel cane è, quindi, un potenziale pericolo. Se un cane non ha la museruola, esiste un implicito patto di fiducia tra il proprietario e le persone con cui il cane viene a contatto: il mio cane non è pericoloso. I cani finiscono sui giornali proprio per il forte senso di tradimento di questo patto di fiducia, aver esposto più o meno inconsapevolmente, delle persone a una aggressione.
- La museruola non è solo una implicita ammissione di pericolo, è anche controllo. Il cane che la indossa, non può mordere. Questo da al proprietario (l’istruttore, il veterinario), un forte senso di controllo, di sicurezza, persino di rivalsa. Non puoi mordere, non puoi mordermi.
- La museruola può essere uno strumento utile o necessario: una visita veterinaria, il trasporto sui mezzi pubblici. Può essere uno strumento di prevenzione, in un contesto che può essere imprevedibile.
- La museruola viene usata però per esporre il cane a situazioni che sono oltre la sua capacità mentale, emotiva e sociale.
Ed è qui, la sottile linea tra uso e abuso.

Anni fa ho sentito dire che la museruola dava la possibilità al cane di vivere esperienze che non avrebbe potuto vivere senza. Come incontrare persone, o altri cani, soprattutto nelle classi di socializzazione. Esistono innumerevoli filmati di cani che indossano la museruola e incontrano altri cani, in interazioni più o meno intense e cariche di tensione.
Anni fa ho creduto anch’io che una museruola fosse uno strumento che si può usare per il benessere del cane, per aiutarlo a stare meglio e sviluppare nuove competenze. Pensavo “senza la museruola non potrebbe vivere questa esperienza”.
Poi, ho smesso di credere a quello che mi avevano detto, a quello che avevo visto fare, e avevo fatto. Ho cominciato a guardare i cani con la museruola e chiedermi com’è, il mondo, da dietro quella maschera di plastica. Negli anni per me è diventato molto forte il concetto di tradimento della fiducia. Siamo noi a decidere della vita dei cani, chi incontreranno, cosa dovranno subire. Il cane non ha alcuna scelta.
Ho cominciato a chiedermi: “se un cane non è in grado di incontrare un altro cane senza museruola, che senso ha metterlo in quella situazione?”.

Togliete dall’equazione museruola gli elementi controllo e tempo. Introducete gli elementi fiducia e rispetto. Questa è la linea.
Con una museruola addosso, il cane può essere fatto avvicinare e toccare da estranei. Può essere costretto a incontrare e interagire con altri cani, dello stesso sesso, subire comportamenti di imposizione, di controllo, di inibizione, anche aggressioni. E c’è persino che guarda e applaude. Questo perché in presenza di un pericolo, vedere il proprio potenziale nemico ridotto all’impotenza, ci provoca una sensazione non solo di sollievo, ma di scherno. Non puoi mordere, sei costretto a subire. Credo ci sia un vero e proprio piacere nel vedere un cane aggressivo messo in una condizione di non poter mordere. Dopo tutto, siamo la specie che ha inventato la corrida. (10 errori da evitare nella socializzazione con altri cani)
I cani che indossano la museruola sono spesso cani senza alcuna tutela. Vengono esposti a situazioni in cui crolleranno e aggrediranno, perché non possono mordere. Non vengono aiutati, perché l’obiettivo è proprio quello di farli crollare, di costringerli a subire e “imparare” che non potranno difendersi. Il tutto ammantato di nobili propositi: non potendo mordere, il cane può scoprire altre strategie di relazione. Non potendo mordere, il cane può scoprire che non è realmente in pericolo e non ha bisogno di difendersi. Non potendo mordere, il cane può incontrare liberamente altri cani. Non potendo mordere, il cane non deve essere isolato e controllato, o inibito.

Io ho cambiato la mia percezione di una museruola. Per me non può essere uno strumento di abuso. Non posso mettere un cane in una condizione in cui può crollare e aggredire, e usare una muserola per impedire i danni. Non è l’aggressione il problema, è il contesto che è sbagliato. Il cane dovrebbe essere messo in una situazione in cui può stare bene, può controllare l’ambiente, può imparare. Un contesto sicuro, per quel cane e per cani e persone che entrano in contatto con quel cane. Non ha alcun senso, per me, usare la museruola con la previsione che il cane aggredirà. Se io penso che il cane potrebbe aggredire, la soluzione è cambiare il contesto.
Ci vuole ben poco coraggio, ben poca conoscenza del cane, ben poca fiducia in se stessi e nel cane, per gestire un cane che indossa la museruola. E purtroppo questo strumento è usato in modo massiccio proprio da chi non ha il coraggio delle proprie scelte, non ha capacità di trovare altre strategie, di dare al cane il tempo di capire e imparare. Non è così diverso da un collare a strangolo, per inibire il cane ogni volta che minaccia, o di protezioni che rendono vano il tentativo del cane di aggredire. (Autocontrollo non è un cane seduto)
Questo significa che io sono contraria sempre e comunque alla museruola?
Non lo sono, direi ovviamente, nel tutelare il veterinario durante una visita. Non sono del tutto contraria neppure nelle classi, quando la conoscenza del cane non permette di valutare in modo accurato il rischio. Posso usarla, anche se raramente, nelle valutazioni. Sono d’accordo anche nel caso di alcune razze, come il pit bull, su certi soggetti. Ho avuto molti pit bull liberi in classi di socializzazione, quindi non è un pregiudizio.
Sono contraria all’uso della museruola in tutte quelle situazioni in cui il cane è destinato a fallire, a crollare emotivamente e aggredire.
Per il cane, per quello che è costretto a subire. Per i cani che vengono usati per “riabilitare” il cane aggressivo, e messi in condizione di dover interagire con un cane che manca delle competenze emotive per una corretta interazione. Per i proprietari, che imparano un’altra forma di abuso. E per le menzogne sulla necessità di esporre il cane a un contesto così stressante. (Il “recupero” comportamentale di un cane)
Ogni volta che vedo un filmato con un cane che subisce, mi chiedo se gli spettatori sarebbero così soddisfatti, così sorridenti, se quella museruola cadesse.
Siamo sempre pronti a giustificare la violenza, quando non siamo noi le vittime.

Testo di Alexa Capra, 4 Agosto 2016
Fotografie di Daniele Robotti
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