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addestramento del cane video

Quando si tratta del destino di un altro individuo, dobbiamo mettere da parte i nostri sensi di colpa, la paura del giudizio degli altri, il nostro bisogno di giustificazioni.
Se la decisione di trovare una nuova famiglia al proprio cane è stata fatta, è importante impegnarsi per fare la scelta migliore possibile, per il cane.
La fretta: una cosa che mi è sempre sembrata strana, avendo a che fare con persone che avevano deciso di dare via il proprio cane, è la fretta che, all’improvviso, insorge. Diventa una questione impellente: prima si fa e meglio è. Credo sia perché questa condizione “di mezzo” risulta scomoda. Sto cercando casa al mio cane. Non è ancora andato via, ma non lo sento più mio. E’ una condizione in cui affiora il senso, inculcato dall’esterno, di stare facendo qualcosa di sbagliato. Sarebbe invece bene accettare intimamente questa presa di coscienza e prendersi tutto il tempo per valutare i possibili adottanti in maniera profonda e meticolosa. Stiamo scegliendo le persone con cui il nostro cane andrà a vivere, non c’è un solo motivo valido per fare le cose di corsa!
Lo scarica barile: che noi abbiamo deciso di dare via il nostro cane non implica che il resto del mondo debba in qualche modo muoversi per aiutarci a concretizzare la cosa. Chiunque voglia darci una mano in questo processo non ha la responsabilità di aiutarci, non è tenuto a farlo e dovremmo tenere a mente che lo sta, probabilmente, facendo per aiutare il cane. Non noi. E non è strano.

Il cane è nostro, la responsabilità è nostra. Nessuno ci ha chiesto di portarci a casa un cane, nessuno ci deve qualcosa se non lo vogliamo più.

Esistono associazioni formate da persone, i volontari, che si occupano di cercare nuove famiglie ai cani che ne stanno cercando una.

CERCARE.
Cercare significa dedicare il proprio tempo ad ascoltare noi che diamo informazioni sul nostro cane, sulla sua storia, a pubblicare annunci in internet con le foto, i dettagli. Significa anche parlare al telefono con persone che potrebbero essere intenzionate ad adottare il nostro cane, a volte con tante persone, spesso tutto questo sfuma e si conclude in niente, e si ricomincia da zero. Nessuno ha la bacchetta magica, gli adottanti non si fabbricano di notte, non sempre il nostro cane ha le caratteristiche più desiderabili.
Cercare una famiglia ad un cane non equivale a trovarla. Trovarla è il finale felice, ma non scontato. Non possiamo pensare di scaricare la responsabilità del nostro cane a queste persone.
Le associazioni nascono per tutelare e promuovere le adozioni dei cani di nessuno, quelli che una famiglia non ce l’hanno: minacciare di portare il nostro cane in canile, così anche lui non ne avrà più una e finalmente l’associazione sarà costretta a cercare casa anche per lui, è una cosa idiota da fare. L’obiettivo è collaborare, lavorare insieme per dare al cane il futuro a cui ha diritto. Il minimo che possiamo fare è portare rispetto al lavoro che queste persone fanno e fornire informazioni affidabili ed oneste circa il cane.
A chi possiamo rivolgerci.

adottante cane in canile

Il canile sanitario è la struttura nella quale vengono portati i cani quando accalappiati per strada, oppure dove rimangono in osservazione i cani che hanno morsicato.

E’ il canile dal quale poi i cani vengono smistati alle altre strutture.
Esistono poi canili e rifugi, che possono essere privati o comunali, e solitamente vengono gestiti da associazioni o cooperative. Posto che esistono normative nazionali, regionali, provinciali e comunali, ogni associazione ha poi regolamenti interni che governano ogni ambito. Non è affatto obbligatorio, scontato o dovuto che i canili accettino i cani ceduti dai privati, ma molti lo fanno, talvolta questo ha un costo. E’ normale, non vi stanno truffando (specie se la struttura non è pubblica, ma privata). Esistono anche associazioni che non gestiscono direttamente canili o rifugi, ma si occupano di trovare nuove famiglie ai cani. Ce ne sono veramente tantissime, ONLUS, ma non solo. Ce ne sono a livello nazionale, ma esistono anche tante realtà locali. Una ricerca online dovrebbe fruttare i recapiti necessari. (Canile, ultima frontiera)

Vi sono poi i rescue di razza: associazioni che si occupano specificatamente di determinate razze (ormai ce ne sono per quasi ogni razza).

Il vantaggio di usare questo canale è che chi si rivolge a loro, sta cercando quel tipo di cane, quindi probabilmente già lo conosce ed apprezza. Inoltre solitamente queste associazioni hanno conoscenze della razza specifiche e sono in grado di selezionare adeguatamente una famiglia adottante. (Rescue di razza)
Come tutelare il cane dopo l’adozione: partendo dal presupposto che vogliamo il meglio per il nostro cane, è importante assicurarsi che tutto proceda per il meglio dopo l’adozione nella nuova famiglia. Le associazioni svolgono per prassi accertamenti post adozione, se invece troviamo una nuova famiglia per contro nostro, è importante rimanere in contatto per fornire assistenza, rispondere ad eventuali domande e monitorare la situazione. Questo non significa pressare i nuovi adottanti, né criticare ogni loro scelta. E’ importante essere un supporto, non un intralcio alla nuova vita del cane.

La cosa migliore è assicurarsi che la famiglia sia idonea, PRIMA di dare il cane in adozione.

cane abbandonato adottato in famiglia

Accertarsi sul tipo di gestione che avranno i nuovi proprietari, su tipo di vita che il cane andrà a fare, verificare che l’ambiente sia idoneo, ecc.
Rivedere il cane dopo l’adozione. A volte il desiderio di rivederlo è forte, a volte per affetto, a volte per sentirsi “a posto” nel vedere che il cane sta bene. Credo il tempo sia un fattore determinante: occorre dare tempo alla nuova famiglia per creare un legame, prima di riaffacciarci nella sua vita. Dobbiamo mettere da parte i nostri bisogni e valutare se davvero al cane faccia bene quell’incontro. A volte basta davvero solo un po’ di tempo. (Vita da cani - Sara e Zeb)
Abbiamo dato in adozione una meticcia che ha vissuto con noi, in casa, per qualche mese. Proveniva da una situazione di abbandono e, come spesso capita, si era legata molto a noi. I primi giorni dopo l’adozione sono stati deliranti, era disperata, tanto da farci valutare l’ipotesi di riprenderla. Poi le cose sono andate meglio e seguiamo a distanza la sua vita. Ha una vita piena, fa un sacco di cose interessanti, è molto amata ed è felice. Non l’abbiamo più rivista, la paura di destabilizzarla era troppo grande. Mi è capitato invece di rivedere cani che ho stallato per mesi, e non si sono minimamente scomposti nel vedermi.

Credo l’importante sia conoscere il cane ed essere onesti nel valutare cosa sia meglio per lui.

Testo e foto Francesca Maculan, 9 agosto 2017
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