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addestramento del cane video

“Se ti avvicini al pollo sei morta.” Questo mi hai urlato una sera di quasi 10 mesi fa, ed eri serio, determinato e molto persuasivo.
Non posso dire che non lo sapevo già, lo avevo visto appena pochi giorni dopo il tuo arrivo, alla prima visita veterinaria: ti eri fatto male al muso, il veterinario avvicina la mano per toccarlo, tu indurisci lo sguardo e siccome non ti ascolta minacci di morderlo; potevi sembrare buffo con i dentini da latte, ma non stavi affatto scherzando…
Lì potevo far finta di non aver visto, di non aver notato, di non aver capito, ma di fronte al pollo no, non potevo raccontarmi storie: avevi tre mesi e stavi seriamente pensando di mordermi se mi fossi avvicinata.
Non è una cosa piacevole, non ero felice di prendere atto di questa parte di te, ma non mi hai dato alternative. Mi hai messo di fronte ad un dato di fatto: aggressività ne abbiamo? Eccome!!!

Mi hai dichiarato di più: se ti senti in pericolo, la tua strada è aggredire.

Mi sono sentita rifiutata (morderesti me? Proprio me???), ho avuto paura di non essere all’altezza della situazione, provato ansia di poter fare scelte sbagliate, preoccupazione per quello che penseranno “gli altri”… sentimenti molto “umani” credo, ma queste cose mi spaventavano, occupavano la mia testa al punto di rischiare di dimenticare che in te c’è tanto d’altro, tanto di bello.
Una parte di me voleva nascondere, cancellare, schiacciare questa parte di te che non volevo, una parte di me ha pensato di spiegarti molto bene che non potevi essere aggressivo, no! Non puoi e basta!
Sarebbe stato facile, pesavi appena 10 kg. E allo stesso modo avrei potuto affrontare anche il fatto che non ami essere coccolato e pasticciato, o tanto meno ami essere tenuto fermo.

comportamento aggressivo rottweiler

Eri piccolo, potevo costringerti a subire e tacere: non ringhiare, non spostarti, non esprimerti!

Ma non l’ho fatto.
Invece ho fatto e faccio il possibile per capire cosa ti piace, per farti divertire, per soddisfare le tue necessità, per farti vedere quanto è bello il mondo e per guadagnarmi la tua fiducia: sai che puoi dire cosa non ti piace, sai che non hai bisogno di alzare la voce, sai che ti ascolto.
Ti sdrai sul divano di fianco a me, inizio ad accarezzarti, mi chiedi di smettere, smetto. Semplicemente. Non perché ho paura della tua reazione, solo perché me lo hai chiesto.
Per quello che posso ti evito le cose che non ti piacciono, ma ci sono cose non contrattabili: devi salire in macchina, ma non ne hai voglia. Ti dico che ho capito, ma dobbiamo andare; sbuffi e sali. Non perché hai paura della mia reazione, solo perché dobbiamo andare.
Adesso hai un anno, non sei più un cucciolo e non sei ancora un adulto, ma stai crescendo: sei più positivo di fronte alle cose sconosciute, sei più tollerante nelle cose che non gradisci, sei più coccolone, più felice di condividere, più disposto ad ascoltare.
Non è merito mio, tu sei così: Io ho solo cercato di vedere sempre quello di bello che c’è in te!

20 Ottobre 2015
Testo e foto di Lola Banti
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