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addestramento del cane video

Anni fa in rete ho letto questo consiglio al proprietario di un cucciolo:
Se il cucciolo ti rosicchia il tappeto
Se il cucciolo ti ruba le scarpe
Se il cucciolo rovista nella pattumiera
Se il cucciolo fa la pipì in cucina
Se il cucciolo sventra un cuscino...
Prendi un giornale arrotolalo e colpisci con forza la tua fronte, ripetendo “La prossima volta gestiscilo meglio, la prossima volta gestiscilo meglio, la prossima volta...”.

cucciolo morde le scarpe

Ecco, questa è esattamente la mia posizione riguardo lo sgridare i cani. Nove volte su dieci, i cani vengono sgridati perché sono cani che si comportano da cani, perché sono stati messi in una condizione inadeguata alle loro capacità, perché non sono in grado di leggere nella mente del proprietario e assecondare ogni sua richiesta, perché il loro comportamento è di fastidio o di imbarazzo per il proprietario.

Fare il cane.

I cuccioli di due mesi non sono in grado di trattenere urina e feci quando sentono lo stimolo. E’ una abilità che acquisiscono verso i tre mesi, tre mesi e mezzo. Prima, appena sentono lo stimolo, sporcano. E per questo vengono sgridati. A volte sgridati in modo così intenso da indurre una associazione di paura tra urina e feci e presenza del proprietario. Ci sono cani che sporcano di nascosto, per non farsi sgridare dal proprietario. Ci sono cani che vengono sgridati perché abbaiano.
Anni fa ricevo una mail. L’autore mi scrive “il mio cane ha provato a mordermi!”. Gli chiedo cosa è successo, e mi risponde di avere una femmina di pastore tedesco, che vive in giardino in un complesso di villette a schiera. La cagna abbaia, lui esce e la sgrida (leggi: la picchia). Dopo diverse settimane, lui esce e la cagna lo minaccia. Io rispondo: era ora (la cagna ha fatto bene). Hai un pastore tedesco! Sono cani che hanno nel DNA di fare la guardia e abbaiare! Io non ho un giardino, ho più qualcosa tipo un prato. Anzi, tipo un prato solcato da crateri e trincee. I cani scavano, i cani abbaiano, i cani saltano addosso alle persone perché il nostro viso è in alto, e per loro è normale cercare di relazionarsi con la nostra parte più sociale, il viso. I cani salgono sul divano perché c’è il nostro odore, perché è comodo, piacevole. I cani tirano al guinzaglio quando sono eccitati, o spaventati. (Un guinzaglio per due: mettere il guinzaglio)

cucciolo che morde

Fai la cosa giusta.

I proprietari sono pieni di aspettative verso il cane. Deve essere obbediente, deve camminare al guinzaglio senza tirare, non deve reagire con paura o aggressività, deve essere calmo e gestibile, deve riportare la pallina durante il gioco, non deve abbaiare se resta a casa da solo o quando può dare fastidio... Alcuni cani tutto questo lo regalano. Altri lo imparano. Altri ancora non ce la fanno. Non è che non vogliono: non capiscono o non riescono a farlo.
Io vivo con 5 cani. Una di loro, Arjuna, è insicura e aggressiva. Quando l’ho portata al mare, per farla felice, è scesa dall’auto nel terrore. Non sapeva dov’era, non capiva cosa stava succedendo. Per fortuna avevo portato anche Grisou, il mio border collie, e insieme a lui è riuscita a arrivare alla spiaggia e persino a divertirsi. Chi la vede oggi, non si rende conto di quanto sia fragile, e questo perché per tutto questo tempo io le ho dato l’illusione di essere in grado di farcela, insieme a me. Ho semplicemente evitato di metterla in situazioni in cui sapevo che sarebbe crollata emotivamente. Io vivo in campagna, ho una casa con un prato, e lavoro in un centro cinofilo, il che per lei è una gran fortuna. Se fosse stata adottata da qualcuno che vive in un contesto per lei più difficile, non credo ce l’avrebbe fatta. Sarebbe finita chiusa in un recinto, o in canile per il resto della sua vita. Dimenticavo, è 35 kg di pastore tedesco nero. Non il tipo di cane che se diventa aggressivo sia gestibile da chiunque.
I cani non sono lavagne su cui scrivere le proprie aspettative. Sono individui. Così come per noi può essere difficile fare qualcosa (io conosco persone che non riescono a chiedere aiuto quando non trovano una strada), può esserlo anche per un cane. Io non riuscirei a cantare in pubblico, e trovo del tutto normale che un mio cane possa non farcela in un certo contesto. Questo non implica che io non possa aiutare il cane a fare meglio e stare meglio, ma è un lungo e duro lavoro basato sulla relazione, la comunicazione, e lo sviluppo delle competenze del cane. (L'antropomorfista celato)

cane distrugge mobili

Un cane che non viene sgridato, cos’è?

Un cane calmo, sotto controllo, e pronto a fare quello che gli viene richiesto. O forse no. Forse può essere un cane che viene visto, viene capito, viene accettato, viene gestito nel modo corretto (“arrotola un giornale e colpisciti violentemente la fronte...”). Il cane di un proprietario che invece di delegare all’uso dell’aggressività - ebbene sì, sgridare un cane è esibire aggressività, è essere minacciosi e violenti - si impegna per dare al cane gli strumenti per vivere insieme serenamente. Ottenere certi risultati implica un duro lavoro. Implica avere le capacità, o impararle, e esercitarsi ogni giorno, insieme al cane. Non in esercizi, ma nella capacità di comprensione, comunicazione, nell’avere una visione proattiva. Nell’essere proprietari migliori, prima di pretendere che il cane si comporti “bene”.

Rimane quella volta su 10. O su venti, o su cento.

Personalmente credo che meno sgridiamo i cani, più dimostriamo capacità di gestione, comunicazione e relazione. Però, come in ogni famiglia, può capitare. Perché siamo stanchi e nervosi, perché non siamo in grado in quel momento di fare di meglio, e persino perché a volte una reazione negativa è normale e persino necessaria. Io sgrido i miei cani? Sì, può capitare.
Kandji da cucciolo in un momento di eccitazione (all’inizio della passeggiata nel bosco), ha scaricato l’eccitazione contro Brick. Io sono intervenuta, l’ho fermato, l’ho guardato negli occhi e gli ho detto seriamente di non provarci più. Non l’ha più fatto. Non è mai stato sgridato per aver rosicchiato i mobili, perché ogni sera giocherebbe per un’ora a farsi lanciare la palla o a tira e molla, o perché scava buche in giardino. Richiamo Brick quando infila il muso negli zaini per servirsi di bocconi, e le dico di smetterla. Poi chiedo per favore a tutti di chiudere gli zaini o metterli su una sedia. Non mi piace sgridare i miei cani. Quando capita lo faccio guardandoli negli occhi, e rendendo chiaro che in quel momento sono arrabbiata. Appena passato il momento, chiamo il cane e ci riconciliamo. Voglio che il mio cane sappia che non mi è piaciuto quello che ha fatto, ma che mi piace quello che è, che tra di noi la relazione non è compromessa. Che con me può sentirsi al sicuro. (Educare e addestrare il cane: come eliminare i comportamenti sgraditi)

I miei cani non scappano da me, se mi sentono tesa o arrabbiata. Credo che in una relazione davvero solida, un cane non dovrebbe avere paura di venire da noi in un contesto negativo. E’ facile far venire il cane da noi quando siamo tutti felici, è ben più difficile ottenere la sua fiducia quando qualcosa va male. Voglio che i miei cani si sentano al sicuro, sempre. In una relazione possono esserci dei conflitti, si possono manifestare emozioni negative, si può avere una reazione negativa a un comportamento del cane. L’equilibrio sta nel chiedersi: il cane era davvero in grado di fare altro? Abbiamo il diritto di pretendere da un cane che non si comporti così? Esistono altre soluzioni a una minaccia verso il cane? Era corretta la nostra comunicazione, era corretta la gestione, potevamo prevenire il comportamento? E, soprattutto, siamo sicuri di aver capito perché il cane ha esibito quel comportamento? Perché, se la risposta è no, c’è sempre il giornale arrotolato...

Testo Alexa Capra, 10 maggio 2017
Footgrafie di Daniele Robotti
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