Spagna - Italia solo andata non è la fine del percorso. Il percorso comincia con l’adozione. Ligero per i primi sei mesi non si sedeva e non si sdraiava se non per dormire nella cuccia. Tutto inizia per caso. Un levriero raffigurato sulla foto profilo Facebook di una vecchia amica. Due chiacchiere, scopro che è stato adottato e li si apre un mondo sconosciuto a me e ai più. La figura del levriero cane snob e aristocratico spazzata via dalla realtà che dista poche centinaia di chilometri dal nostro paese.
L’altro giorno il mio cane ha deciso di insegnarmi a lavare i piatti. Ho provato a oppormi “Lo facciamo da centinaia di anni”, ma ha obiettato che esperienza non equivale a competenza. “Abbiamo le dita prensili! Il pollice opponibile!”. Mi ha guardato con aria scettica. Avere gli strumenti idonei non implica saperli usare correttamente.
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Tutto nasce da uno scambio di opinioni nel gruppo Gentle Team & Friends. " Come riuscire a rendere felici, davvero felici, i nostri cani? Cosa vuol dire vivere con un cane felice? " Cercando di applicare ciò in chiave cinofila, la mia risposta è stata il cercare di capire cosa non aveva reso felice il mio cane, e pensare ai tanti aspetti che invece avrebbero potuto farlo stare bene.
Primo su tutti il suo diritto di essere in salute, di non provare dolore. Tre anni fa mentre ci giocavo assieme lanciandogli in aria una pallina, lui mi gridò la sua sofferenza immediata nel riprenderla.
In origine il guinzaglio è lo strumento per controllare il cane. Un cane legato al guinzaglio non può allontanarsi, non può scappare, deve seguirci. Il guinzaglio ci da il potere di controllare il corpo del cane. La paura ci può permettere di avere parziale controllo anche sulla sua mente. Niente ci da il potere di controllare le sue emozioni.
Ciro aveva cominciato ad andare fuori vista ogni volta che lo liberavo. Ora Ciro esce di casa libero e libero ritorna. All'inizio andava fuori vista e io mi preoccupavo, ero in ansia e poi mi innervosivo. Ma ho continuato e con l'aiuto di Davide ho cominciato a comunicare con lui. A parlargli ad accompagnarlo con la voce anche se era lontano, ad essere felice con lui quando si fermava a predare vicino a me e potevo vederlo.

Vorrei condividere con voi, per chi vuole leggerli, questi primi 10 giorni di vita insieme (io e Kira) dopo il primo weekend ai Laghi.

Una costante del mio lavoro per i cani, è non fermarmi mai. C’è sempre qualcosa che mi mette in movimento, che mi spinge a cercare, sperimentare, a ragionare anche su elementi che sembrano ormai definiti e accettati come regola da tutti. Articolo tecnico + VIDEO
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